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Diario
10 febbraio 2012
Times..they are changing...
Non pensavo che avrei vissuto così a lungo da vedere un dialogo civile tra Tremonti e Luca Casarini ( attivista tra i leader del movimento no-global in Italia ), e a volte erano anche d'accordo!...eppure è successo nella puntata di ieri di Servizio Pubblico.
Questo ci fà riflettere su come la crisi che stiamo vivendo sia non un passeggero incidente di percorso, ma una crisi sistemica che mette in discussione molte delle certezze dell'economia capitalista.
Viviamo una situazione estremamente "liquida", dove appunto certezze e barriere, che segnavano netti confini tra "ideologie" nemiche, si sciolgono come neve al sole.
E i piu avveduti, tra cui mettoTremonti, capiscono che la situazione richiede tolleranza e apertura mentale senza pregiudizi, perchè tutti siamo sorpresi dagli eventi ed è difficile leggerli rimanendo fermi nelle posizioni di sempre.
Bisogna sottolineare che sicuramente tra i due ( Tremonti e Casarini ), quello che sembra essersi spostato di più dalla sue precedente posizioni ( o almeno quelle ufficiali e connesse con i suoi ruoli politici da esponente berlusconiano del cel centro destra ) è Tremonti.
Arrivando in trasmissione a citare "Impero" di Toni Negri come libro di grande lungimiranza e utile per la lettura della crisi.
Tremonti ha voluto disegnare se stesso come un leader presente nelle principali occasioni di dibattito mondiale( e di questo gliene rendiamo atto, ne ha la statura ), e che ha sempre segnalato i pericoli insiti nello strapotere della finanza a scapito della politica degli stati. Rivendicando quindi una coerenza tra il suo passato e il suopensiero presente sintetizzato nel suo ultimo libro che presentava in trasmissione.
Ma non possiamo invece rilevare scarsa coerenza, o comunque una furbizia navigata, tra il suo ruolo politico e le idee espresse.
santoro
crisi
| inviato da IMHO il 10/2/2012 alle 18:44 | |
3 febbraio 2012
Recensione libro "Foto di gruppo con chitarrista" di Mauro Pagani
musica
politica
| inviato da IMHO il 3/2/2012 alle 14:51 | |
13 dicembre 2011
E' morta la mia mamma.....
Oggi è il 13 dicembre 2011, mi hanno appena comunicato che è morta mia madre. Era stata ricoverata all'ospedale di Frascati per una crisi cardiaca, sembra che se ne sia andata a causa di un embolo cerebrale. Ho fortunatamente fatto in tempo a vederla Domenica, in ospedale, insieme a mia figlia Sveva. Era ancora presente, abbastanza lucida come puo' esserlo una persona di 86 anni da tempo sofferente di alzheimer. L'ho trovata che si era alzata, per chiudere la finestra perchè le dava fastidio la luce, e vederla così mi ha allarmato, sapendo delle sue condizioni già abbastanza gravi, e perchè pallidissima, con un fisico cosi' gracile e ormai pelle e ossa. Ci ha riconosciuto ed è stata contenta di vederci, ha parlato con Sveva chiedendole della scuola, ricordandosi che la nipote avrebbe compiuto gli anni a breve ( Il 16 dicembre), preoccupandosi di poterle fare un regalo, anche se sapeva che non aveva più il controllo delle sue modeste finanze ( la pensione di insegnante ) .
Da tempo aveva una lucidità piena solo nell'arco di dieci, quindici minuti, perchè poi già cominciava a dimenticare e a ripetersi sulle cose appena dette. Ma in quel quarto d'ora era ancora Lei, brillante nel dialogo e combattiva come sempre. Negli ultimi mesi mi ero abituato a questa sua condizione, e cercavo di dialogare con Lei nei ristretti limiti che la sua memoria permetteva. Comprendeva la sua degenerazione mentale, e ne soffriva. Soffriva di non riuscire più a capire completamente le cose, di non avere più il controllo sugli eventi della sua vita e della sua famiglia. E si arrabbiava quando in sua presenza si parlava e non la si coinvolgeva, non le si spiegava gli esatti termini delle questioni. Noi con pazienza cercavamo di spiegarle, anche nella consapevolezza che dopo poco tempo ci avrebbe richiesto le stesse cose.
E' stata infatti una donna di grande spessore, che ha puntato la sua vita sulla lucidità intellettuale e sulla cultura. Fiera della sua laurea in chimica e della sua intelligenza, della sua capacità di espressione, di dialogo e verve polemica , conscia di rappresentare un esempio per il riscatto e la lotta femminile per il riconoscimento dei diritti e del ruolo delle donne. Temi da lei molto sentiti e in fondo molto caratterizzanti l'epoca in cui è vissuta, di grandi conquiste e passi avanti per il mondo femminile, ma mai completamente acquisiti come molti episodi degli ultimi tempi lasciano intravvedere.
Non una moglie facile per mio padre, che avrebbe preferito forse una donna più docile, accattivante, ma che alla fine è stata di grande stimolo e sostegno per le sue ambizioni di uomo in carriera.
Non ha avuto una vita sempre facile, e forse per questo non l'ho mai vista completamente serena ( paradossalmente il suo nome era Serena, ma per tutti "Nella" ), sempre in guardia e pronta a combattere e superare le difficoltà della vita. No ha neanche avuto una vecchiaia tranquilla, delusa dalle intemperanze senili di un marito un po' egoista, e dai figli che secondo lei non l'avevano mai amata e apprezzata abbastanza. Già, noi figli, lo ammetto non siamo stati figli facili....Anche noi in fondo condizionati dai valori caratterizzanti la nostra epoca. Figli suoi, ma anche del nostro tempo. Valori che erano in contrasto con quelli della sua generazione, cresciuta e diventata adulta nel dopoguerra, negli anni del boom economico. Generazione che non voleva altro che dimenticarsi le miserie e le insicurezze economiche del recente passato. Che trovava nell'affermazione sociale e nel successo individuale tutte le risposte. Noi invece abbiamo vissuto già le contraddizioni del boom economico, facendo nostre le perplessità su un modello di sviluppo che portava anche diseguaglianze sociali, inquinamento, solitudine, disgregazione dei vecchi rapporti sociali...
Quante discussionii con lei su questi temi! Quante arrabbiature! E alla fine devo ammettere che era Lei per me il termine di confronto per le mie idee, per la ricerca di una mia posizione e visione della vita che conciliasse realismo e valori di impegno sociale.
Io l'ho però sempre vissuto come un confronto bello, utile. Con polemiche accanite ma anche scambio di esperienze, di consigli di letture e libri. Mi è mancata molto quando mi sono accorto che non aveva più la lucidità per sostenere le discussioni, per me era morta un po' anche allora.....
Ricordo che mi è venuto da piangere ,quando Lei si rese conto anni fà di non riuscire più a guidare l'auto, di perdere l'autonomia per andare ai suoi concerti di musica classica e per andare a trovare le sue amiche. L'idea della vecchiaia, di una persona che perde la sua indipendenza e la sua fierezza.. lo trovo molto triste.
Al momento non mi viene da piangere per la sua morte, sono strane le dinamiche delle nostre emozioni. Posso solo dire che ti volevo molto bene...ciao Mamma!
mamma
famiglia
morte
| inviato da IMHO il 13/12/2011 alle 14:4 | |
1 aprile 2010
Commento al post su "Raiperunanotte" di Vittorio Zambardino sul blog "Scene Digitali"
Sono d'accordo su molte cose e in
disaccordo con altre.
Sono naturalmente d'accordo sul fatto che il berlusconismo e il
suo successo, nasce dall'uso sapiente della televisione. Non da mera
occupazione televisiva di spazi politici, ma dalla proposta di stili di vita e
modelli di "non" partecipazione pubblica, saggiamente condito da
manipolazione della informazione ( per scelta di temi,di toni, di
omissioni...). In questo Berlusconi non è un caso solo italiano, ma ha fatto
suo il modello americano e della falsa ideologia della democrazia partecipativa
occidentale.
Falsa libertà
che probabilmente ci è stata concessa dai poteri forti solo grazie
all'esistenza della tv e alla sua forza manipolatrice del pensiero.
Sono d'accordo insomma con chi
ritiene che il Berlusconi politico non abbia fatto altro che tirare le fila di
un sacco preparato in 20 anni di trasmissioni grazie al monopolio televisivo
privato: Si parla di videocrazia o di società dello spettacolo, per intenderci.
In tutto questo Santoro e
Raiperunanotte non rappresentano altro che un piccolo grimaldello, capace di
creare crepe in un perfetto sistema che chiude il suo cerchio con l'occupazione
della televisione pubblica. E' questo che dà fastidio, per questo che cercano
di zittirlo in tutti i modi.
Ed è per questo che giustifico i
toni e i modi viscerali, la provocazione di Luttazzi, in un certo senso
speculari al berlusconismo nel metodo. Viene usata quella che è la
caratteristica del media tv che
smuove le viscere, le
emozioni e non i cervelli. Ma quello è
il campo di battaglia e quelli i mezzi da usare. Ma è solo il primo passo, da
cui cominciare a costruire altro.
Per questo sono d'accordo
nell'affermare che l'evento Raiperunanotte è stato un evento televisivo, non
internettiano, che poco ha utilizzato
come sostiene e descritto benissimo Giacomo Dotta nel suo
articolo su webnews, le caratteristiche di interattività e partecipazione di Internet.
E'stato solo usato, anche se bene, come cassa di risonanza e di promozione dell'evento
televisivo. E'stato semmai una vittoria della televisione digitale, del
satellite, che sta cominciando a scardinare e a parcellizzare le grandi
audience della televisione analogica. Ma Sky è di Murdoch, non aspettiamoci
grandi spazi di libertà e di
uscita dal "pensiero unico".
Penso che Internet si
contrapponga alla televisione, come un "media" che ha le potenzialità
di creare persone e cittadini "pensanti", critici,
"partecipanti". E quindi capace di far nascere e crescere modelli di
società, di convivenza, di stili di vita più sinceramente democratici, più
responsabili in senso sociale e ambientale.
Per questo non condivido
l'analisi del fenomeno Grillo e del suo movimento, caro a Zambardino, come "campione del raccontototalitario".
Potrei dire che il blog di Grillo, pur sfruttando la popolarità del comico e
dell'ex personaggio televisivo, è stato in fondo all'inizio solo una delle
possibili fonti informative tra le infinite esistenti sulla Rete. Come si fa a
paragonarlo al totalitarismo berlusconiano, nato in una situazione di scarsità
e monopolio delle fonti di informazione? La sua capacità aggregativa e fidelizzante, è
nata invece proprio nel rappresentare una scelta dopo un confronto tra i tutti possibili
"racconti" reperibili in Rete. Certo, anche dall'aver rappresentato
l'unico punto di informazione e raccolta di chi voleva sfuggire al
"pensiero" unico.
Il fenomeno Grillo poi non è solo
blog, cosi' come non è solo provocazione dialettica e sloganistica, mezzi sì
utilizzati dal comico per attirare l'attenzione e creare un sano shock capace
di svegliare le menti assopite dal bombardamento mediatico del "pensiero
unico", cominciando a porsi qualche domanda... Perchè dimenticarsi dei Meetup? I Meetup sono un magnifico strumento
Internettiano di aggregazione,
associazione e coordinamento, che ha permesso lo sviluppo del movimento
"politico" grillino. In fondo Grillo si è messo cosi' al servizio di
un reale bisogno e voglia di partecipazione alla "cosa" pubblica
esistente in una sempre crescente base di cittadini. Una base che non si fida
più delle organizzazioni politiche e dello stesso sistema
"rappresentativo" organizzato attorno ai partiti....anche quelle
della sinistra storica.
16 gennaio 2009
Un nuovo capitalismo
Curzio Maltese, sull'ultimo venerdi' di Repubblica, commenta
11 luglio 2006
W ZIDANE!
Vogliamo avere il coraggio di dirlo?
Materazzi è uno stronzo! ( e lo dico da interista).
| inviato da il 11/7/2006 alle 15:33 | |
11 luglio 2006
Quotidiani e servizi segreti
Riflettendo sul caso Farina, vicediretore di Libero:
mi spiegate come cavolo si possa parlare di stampa libera in Italia, dopo la rivelazione che il vicedirettore di un importante ed emergente quotidiano, veniva pagato dai servizi per false interviste alla magistratura, allo scopo di informative su inchieste molto delicate?
mi spiegate come possa essere tranquillamente digerito, il fatto che il direttore di un quotidiano, pur poco diffuso, ma con una forte ascendenza su uno dei poli, e per dipiu' finanziato dallo stato, racconti con tracotanza di essere stato un agente della Cia?
mi spiegate perchè il presidente Cossiga, che dovrebbe essere un tranquillo pensionato, pur di lusso e blasonato, della Repubblica Italiana, continui ad intervenire con proclami e minacce piu' o meno velate, ogn qualvolta un inchiesta della magistratura tocca personalità legata a poteri forti, e continui ad essere osannato e temuto da politici, giornalisti, cariche istituzionali?
| inviato da il 11/7/2006 alle 15:21 | |
11 luglio 2006
Lombardo Veneto
Con la sconfitta al referendum su quell'aborto di riforma costituzionale che conteneva anche la devolution, torna a farsi pressante la questione "settentrionale".
Sull'ultimo Affari e Finanza Turani scrive che in fondo la questione settentrionale si riduce a tre richieste fondamentali da parte della piccola impresa nordista: 1) Cuneo fiscale 2) Miglioramento delle infrastrutture per logistica e trasporti 3) Mantenimento della flessibilità sull'occupazione, introdotta del Polo.
Secondo me questa visione è riduttiva. A parte le innegabili differenze culturali e di civiltà tra gente del nord e gente del sud, che manterranno sempre una latente conflittualità nei rapporti personali, commerciali, istituzionali, etc..., rimane forte la questione del federalismo fiscale.
Che Roma e il Lazio, in primis, ma anche le regioni del sud, campino sfruttando il lavoro e la produzione di ricchezza dei settentrionali, che sono loro malgrado costretti da un etica di lontana origine puritana a darsi da fare, per stare a posto con la loro coscienza, è innegabile. Roma è una città che si permette ritmi lenti, inefficenza, improduttività e posti di lavoro inutili, grazie alla presenza della pubblica amminstrazione e del drenaggio, più oomeno fraudolento del denaro pubblico. Mi sovviene un commento di una mia collega romana de roma, al'arrivare della primavera:"Questa città è troppo bella per lavorare, che ci pensino quei coglioni di Milano". E' banale, ma sintomatico di quale sia la morale corrente dei romani, che da duemila anni sono abituati a vivere sfruttando le risorse altrui. La pubblica amministrazione è da decenni il luogo del furto delle risorse pubbliche ( vedi le ultime vicende Anas), da parte di un amministrazione che è in mano a caste di origine meridionale. Mi ricordo che alla Facoltà di scienze Politiche, quando frequentavo,c'era una lobby di studenti e professori calabresi, che mettevano in atto meccanismi di facilitazione per gli studenti provenienti da quella regione.
Credo che la gente del nord, una volta resasi pienamente conto di come Bossi e la Lega li abbiano presi per il culo, sfruttando per tornaconto personale un sacrosanto sentimento di ribellione ( quando scoppierà lo scandalo credieuronord, ne vedremo delle belle ), si incazzerà e questa volta veramente di brutto.
| inviato da il 11/7/2006 alle 15:3 | |
11 ottobre 2005
Manager efficente, pulito non cocainomane offresi
Mi spiace per il giovane Lapo, spero se la cavi....
Però la vicenda ha risollevato la mia autostima.
Insomma eccomi qua, ancora sano ed efficente a 45 anni.
Manager della comunicazione che ha seguito l'evoluzione tecnologica, specializzato in internet, ancora in grado di seguire e gestire progetti di una certa complessità.
Ma la vera chicca e che per fare tutto ciò non mi sono mai drogato: ne coca, ne anfetamine, pulito, niente di niente ( oddio, 20 sigarette al giorno si'...)
Certo, ho perso un bel po' di capelli per lo stress. E a volte mi sono un po' roso il fegato a trattare con interlocutori che sembravano avere una marcia in piu', salvo magari incontrarli qualche tempo dopo in fase down irriconoscibili o scoppiati dopo qualche anno.
Certo, mi sono separato da un paio di mogli, perchè non riuscivo a intrattenere rapporti sessuali quotidiani e mantenere al tempo stesso un minimo di lucidità mentale per le riunioni del giorno dopo.
Pero', eccomi qua: tutto sommato sano ed efficente, nel fisico, nella mente e nello spirito.
Ma con un dubbio: mi sarò mica perso qualcosa?!
| inviato da il 11/10/2005 alle 19:34 | |
13 maggio 2005
La nostra "missione di pace" a Nassirya
Lo ribadisce un inchiesta di Rainews 24, i cui contenuti sono ripresi oggi da un articolo di Repubblica.it : http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/esteri/iraq53/petroliorai/petroliorai.html
La scelta di Nassiriya come destinazione del contingente italiano e' legata da precisi interessi economicidell' ENI per alcuni giacimenti petroliferi.
Nel mio piccolo l'avevo già segnalato su questo blog: http://imho.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=157782, senza far altro che utilizzare le informazioni di un precedente articolo di Repubblica.
Non e' che ci scandalizziamo: credo che siano ancora pochi quelli che credono ancora alle balle e alla retorica necessaria per giustificare missioni di guerra mascherate da missioni di pace.
La realtà è questa: le fonti energetiche su cui si poggia l'economia occidentale, condizionano in modo determinante non solo la struttura economica, ma anche la cultura e la politica dello stesso occidente.
Penso che l'ascesa al potere dei neocon negli Usa, e la svolta autoritaria per cui terrorismo islamico e 11 settembre si sono rivelati funzionali, sia stato semplicemente la voglia dei veri "padroni del vapore" di prendere direttamente le leve del potere, scavalcando le complesse e costose azioni di lobby altrimenti necessarie. Ben rappresentati dal "texxano" ( due x come Exxon) Bush jr.
Tutto così chiaro, semplice e lineare? Certo, il gioco democratico rende necessario mischiare un po' le carte in tavola. E' probabile che una realtà cosi' cruda di un simile progetto politico, sarebbe difficilmente accettata dalle popolazioni occidentali, che credono ancora nei valori della democrazia liberale.
E quindi vai con l'esportazione della democrazia nel mondo, contro tutti gli autoritarismi e i totalitarismi nel mondo. In primis quel cattivone di Saddam e gli stati islamici. D'altronde lo stile di vita cosiddetto democratico, è funzionale alla creazione di mercati per le multinazionali occidentali.
Credo dunque ci si dovrebbe occupare di piu' delle alternative energetiche agli idrocarburi. Credo sia l'unica via per invertire la rotta guidata dalla teoria della guerra preventiva, e per evitare al mondo nuove guerre ( a quando l'Iran?).
Consiglio a tutti la lettura del libro di Jeremy Rifkin: "Economia all'idrogeno". Nonostante anche qui il visionario Rifkin si faccia un po' troppo guidare da utopie ottimiste, penso che un economia all'idrogeno possa rivelarsi a lungo termine un fattore di cambiamento in senso democratico. E potrebbe rappresentare una base per dare qualche valore all'alternativa progressista in politica.
| inviato da il 13/5/2005 alle 12:16 | |
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